I medici veterinari per l’Anagrafe Nazionale Felina

di CARLO SCOTTI, Presidente Senior ANMVI

L’Anagrafe Nazionale Felina è la prima banca dati on line che registra, a cura dei medici veterinari aderenti, i dati anagrafici dei gatti volontariamente identificati con il dispositivo elettronico (microchip). E’ l’unica anagrafe privata, rivolta ai gatti, che permette la confluenza e la consultazione di queste registrazioni in un data base nazionale.

Ne ufficializziamo oggi la nascita, presentando alla stampa e al vasto pubblico, un servizio attivo e non un progetto ideale. L’Anagrafe Nazionale Felina ha superato una fase di start up, durata alcuni mesi, che ha visto attivamente impegnati i medici veterinari dell’ANMVI, sia nella ideazione del data base che nella sua implementazione. Una fase di rodaggio, necessaria alla messa a punto del software e della verifica della sua funzionalità, e una fase sperimentale “dal vivo”, che ha da subito coinvolto veterinari, proprietari e gatti reali, a tutt’oggi nella concreta disponibilità della banca dati.

 

L’Anagrafe Nazionale Felina si presenta dunque come un servizio collaudato e funzionante, che va incontro alle esigenze dei medici veterinari, dei proprietari e della sanità pubblica.

I medici veterinari liberi professionisti avvertivano la necessità di un data base per la registrazione dei gatti già identificati e di nuova identificazione. Da tempo, infatti, incoraggiano i proprietari all’identificazione elettronica volontaria senza disporre di un contenitore informatizzato con le caratteristiche dell’Anagrafe Nazionale Felina.

Ora questo servizio esiste ed è molto utilizzato dai medici veterinari privati.La sola identificazione elettronica, infatti, senza la sua contestuale registrazione in un data base è del tutto inefficace.

I proprietari di gatti avanzano una diffusa e spontanea domanda di identificazione del proprio gatto, indice di una cultura del possesso responsabile che si è affermata prima nel cane, in virtù dell’obbligo di identificazione anagrafica introdotto dal Ministero della Salute, e che si sta facendo strada anche nel gatto, la cui presenza numerica nelle famiglie italiane ingaggia da alcuni anni un vero e proprio testa a testa con il cane.

Parliamo di milioni di gatti da compagnia, spesso di razza, verso i quali sta gradualmente scomparendo il pregiudizio che non si perdano e che non abbiano bisogno delle cure dell’uomo.

La sanità pubblica richiede uno stretto controllo anagrafico e sanitario della popolazione animale. Le risorse umane e finanziarie del nostro Paese si concentrano sul cane, anche per i drammatici risvolti di incolumità pubblica, ma i fenomeni dell’abbandono, dello smarrimento e della riproduzione incontrollata non sono meno presenti nella popolazione felina. Inoltre, la prevenzione della riproduzione indesiderata per la prevenzione dell’abbandono e del randagismo, ampiamente praticata nel cane, non è meno importante nel gatto. Data l’emergenza che il randagismo rappresenta nel nostro Paese, l’Anagrafe Nazionale Felina registra, quale unico dato clinico, l’eventuale sterilizzazione.

I dati immessi nell’Anagrafe Nazionale Felina vengono messi a disposizione dell’Autorità Sanitaria.

Ci sono state due circostanze di grande rilievo socio-sanitario che hanno definitivamente determinato i medici veterinari dell’ANMVI alla realizzazione dell’Anagrafe Nazionale Felina: il ritorno della rabbia silvestre nell’ottobre del 2008 nel nostro Paese e il terremoto dell’Abruzzo nell’aprile del 2009. Situazioni limite ed emergenziali ma rivelatrici della necessità di una considerazione paritetica del gatto, per il quale si deve parlare di diritto di cittadinanza alla stregua del cane. Sul piano sanitario, il gatto si inserisce nel quadro di sanità animale e di sanità pubblica del nostro Paese. Sul piano  legislativo e giuridico non ci sono differenze di tutela. Basti ricordare che il nostro Paese ha ratificato la Convenzione Europea per la protezione degli Animali da Compagnia e con la Legge 201/2010 ha consolidato la definizione dell’animale da compagnia: "ogni animale tenuto, o destinato ad essere tenuto dall'uomo, in particolare presso il suo alloggio domestico, per suo diletto e compagnia".

In queste circostanze – ricomparsa della rabbia ed evento sismico- si è palesata l’importanza socio-sanitaria dell’identificazione dei gatti, ai fini sanitari e del ricongiungimento con il proprietario. 

Il gatto, come il cane e il furetto, è sensibile al virus della rabbia silvestre ed è esposto al rischio letale di contrarre una malattia altrettanto letale per l’uomo (zoonosi). E’ questo principio di precauzione ad aver spinto la Commissione Europea a rendere obbligatoria, dal 1 ottobre 2004, l’emissione di un passaporto europeo attestante, fra le altre profilassi, quella antirabbica, e l’identificazione del gatto circolante in territorio comunitario al seguito del suo proprietario.

Per il gatto che circoli esclusivamente sul territorio nazionale, questo duplice obbligo europeo di identificazione e di profilassi non sussiste. Tuttavia, è fortemente incoraggiato dai medici veterinari liberi professionisti, quali operatori di sanità veterinaria, in un ruolo informativo e di prevenzione, sollecitato anche dal Ministero della Salute.

Il ricongiungimento con il proprietario, durante l’emergenza sismica abruzzese, sarebbe stato agevolato dalla presenza del microchip nel gatto e da una anagrafe nazionale, specie durante le operazioni di sfollamento sulla costa di intere famiglie e le attività di sterilizzazione della popolazione animale con e senza proprietario.

La microchippatura è un momento in cui il rapporto veterinario-proprietario assume una connotazione sociale, rappresentando un momento di informazione, di educazione al possesso responsabile, di prevenzione veterinaria. L’inoculazione del microchip è un atto medico veterinario, sicuro, che solitamente non richiede anestesia. Il dispositivo elettronico è Iso- conforme, di dimensioni pari ad un grano di riso e in commercio sono disponibili varianti antimigrazione che ne agevolano la lettura ottica.  

Il gatto così identificato viene registrato a cura del medico veterinario nell’Anagrafe Nazionale Felina, insieme ai dati del suo proprietario. Nel rispetto delle norme sulla privacy, chiunque rinvenisse un gatto microchippato potrà esperire la ricerca del suo proprietario nell’Anagrafe Nazionale Felina tramite il medico veterinario. La banca dati è attiva 24 ore su 24 e accessibile via web ovunque si trovi l’utente che la consulta. Qualunque medico veterinario registrato in Anagrafe è in grado di risalire al proprietario del gatto identificato e registrato su tutto il territorio nazionale. L’Anagrafe è dunque d’ausilio nei casi in cui il gatto si smarrisca anche nel luogo diverso da quello di residenza, ad esempio in vacanza. Chiunque rinvenga un gatto smarrito può rivolgersi ad un medico veterinario e per il suo tramite esperire le azioni di rintraccio e di ricongiungimento del proprietario. Fondamentale a questo riguardo sensibilizzare i Cittadini, come fa l’Anagrafe Nazionale Felina,  ad avvertire sempre l’Autorità Pubblica o i medici veterinari del rinvenimento di un animale incustodito di cui si sospetta lo smarrimento, il furto o l’abbandono.

Pensiamo che l’Anagrafe Nazionale Felina realizzi un servizio di pubblica utilità della quale possono avvantaggiarsi le Autorità Sanitarie e che debba essere visto come un concreto esempio di quella sanità integrata fra pubblico-privato di cui questo Governo si è fatto portavoce, riconoscendo nell’iniziativa privata non un antagonista, ma una occasione di sussidiarietà in un periodo di sofferenza economico-finanziaria come l’attuale, nella certezza che la salute e la prevenzione non possano cedere il passo alla crisi.

Guida per il proprietario

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